martedì 24 agosto 2010

Cap.004 - LA MIA PATAGONIA ...

L'ascolto : PAOLO CONTE / CONTEPAOLO

" La pesca a mosca per me è sempre più spesso una serie di ricordi, ricordi di fiumi che frequentavo nell'adolescenza, dove si poteva pescare con dei tricotteri ( e non sedge come oggi ) su amo 10 se non 8 e, i pesci, anche quelli grossi grossi salivano e mangiavano senza troppi complimenti, nel bel mezzo dei correntoni di schiuma bianca, oppure dietro un sasso sotto i miei piedi senza curarsi dello 0,16 che  legava la mosca.
Da quel momento si apriva la partita che, spesso era vinta dalla bella fario che riguadagnava il suo territorio di caccia. "


Oggi invece, sento parlare di corsi d'acqua dove prendere un bel pesce è cosa ardua, e peggio ancora, c'è il fatto che il mal capitato pesce di turno abita quel corso d'acqua suo malgrado, grazie alla decisione di un "pescatore", che manco gli ha spiegato di trovarsi in un no-kill, dove gli passeranno più ami che insetti davanti al muso...


Mi dispiace ma vedo sempre più questi luoghi come un pescatorodromo e non come un esempio di tutela, dove la tutela si trasforma in cattività meramente asservita alla pesca.
Non me ne vogliate per questo piccolo sfogo, non voglio inveire nei confronti dei tratti no-kill e soprattutto nei confronti dell'impegno di chi cerca di infondere cultura e salvaguardia degli ecosistemi, Ma la mia preferenza va sempre alla Bandita di Pesca. 

Finalmente posso ripopolare quei ricordi di quasi 20 anni fà, infatti  da qualche anno, in una piccola valle delle Alpi Retiche ho trovato un corso d'acqua, tumultuoso e ostico alla pesca, dove ancora le trote si comportano come nei miei ricordi, un posto da rispettare e ringraziare per le bellissime catture che è capace di donare.



 





Le condizioni di luce erano veramente scarse il mosso prevale ma anche il colore fa la sua parte !








Anche con le ninfe non va affatto male! 









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